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Trekking and Walking in Sardegna

Il Trekking è una delle attività sportive più praticate in Sardegna ed in modo particolare in Ogliastra e Barbagia. La particolare morfologia del territorio permette a tutti, professionisti e non, di praticare questo sport in tutti i periodo dell’anno. Per chi non ne conoscesse il significato la parola “Trekking” è un termine di origine inglese che significa appunto “camminare”, camminare lentamente. In lingua italiana viene associato al termine escursionismo poiché solitamente questo tipo di attività viene svolta in ambienti montani o similari rimanendo però sempre a stretto contatto con la natura.

Gli appassionati di questo sport arrivano numerosi, ogni anno, in Sardegna, per percorrere nuovi sentieri o praticarne di vecchi già di comprovata bellezza. Il Trekking può essere praticato a diversi livelli ma per ognuno vale la stessa regola: la serietà e il rispetto. La serietà nel praticare questo sport, il rispetto dell’ambiente vegetale ed animale, il rispetto dei sentieri, senza svolgere alcuna attività di manomissione degli stessi, la pulizia dell’ambiente che si percorre e lo spirito d’unione sono solo alcune delle regole che accomunano gli escursionisti.

Il territorio di Baunei è in Ogliastra uno di quelli che meglio si presta alla pratica di questo sport. Tantissimi i percorsi tracciati lungo l’altopiano, una volta mulattiere segnate dai pastori oggi veri e propri percorsi turistici battuti da tantissimi appassionati.

Tutti diversi e uno più bello e interessante dell’altro, sono questi percorsi che offrono a esperti e principianti la possibilità di visitare paesaggi di indiscutibile e impagabile bellezza. Luoghi selvaggi, lontani dal traffico e dal caos cittadino, dove il silenzio regna ormai da secoli. Abitato in passato da tanti pastori, a testimonianza del fatto che la pastorizia fosse la principale fonte di reddito, il territorio offre percorsi con mere testimonianze di come fosse organizzata la vita del pastore sardo i montagna e di quanto, nonostante il luoghi aspri, fosse ingegnoso nella messa in opera, per se, degli ovili e di “stalle” per gli animali. Oggi si deve forse anche loro il fatto che questo patrimonio sia giunto a noi intatto, infatti, oltre all’attività pastorale, si svolgeva anche un’attività di controllo del territorio contro ogni eventuale forma di saccheggiamento.

Lungo i diversi sentieri che andrete a percorrere avrete la possibilità di ammirare paesaggi per i quali la natura è stata, direte, veramente generosa. Piante secolari, ruscelli incastonati nella roccia, creste, guglie e archi levigati dall’acqua e dal vento, pareti a secco, e così via, come sequenze fotografiche, vi appariranno lungo il percorso tutte le meraviglie che questa terra vi offre.

Ai meno esperti e a coloro che comunque lo sono, ma che non conoscono di fatto il Supramonte e che non disdegnano di conoscere posti nuovi, consigliamo di affidarsi alle guide turistiche locali che, forti della loro esperienza e della loro professionalità, potranno condurvi fino agli angoli più belli di uno dei territori meno conosciuti della Sardegna. Non lasciarsi perdere questa occasione significa vivere intensamente la Sardegna e capire come la montagna abbia da sempre giocato un ruolo fondamentale nella vita del popolo sardo e trasmesso emozioni uniche in coloro che ogni anno la scelgono come meta di viaggio. Bernard Grzimek scrisse: “Nei prossimi decenni e nei prossimi secoli gli uomini non andranno più a visitare le meraviglie della tecnica, ma dalle città aride migreranno con nostalgia verso gli ultimi luoghi in cui vivono pacificamente le creature di Dio. I paesi che avranno salvati questi luoghi saranno benedetti ed invidiati dagli altri, perché saranno la meta di fiumi di turisti.

La natura e i suoi liberi abitanti non sono come i palazzi distrutti dalla guerra. Questi si possono ricostruire, ma se la natura sarà annientata nessuno potrà farla rivivere”

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