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Portu Cuau - Sardegna

Come ogni angolo di questa terra, come ogni regione selvaggia, come ogni paradiso terrestre, indicato appena nelle mappe geografiche e come ogni fortino che aspetta di essere espugnato anche Portu Cuau è avvolta da fascino e mistero legato, chissà, al suo nome e al luogo in cui si trova, impervio e selvaggio, magicamente silenzioso e circondato da una folta vegetazione che cresce sulla sua gobba, bagnata da verdi acque, nei cui fondali trova ristoro, a poca distanza, un relitto che affondò nel non lontano 1963. Agli occhi del turista si presenta come un’insenatura o un fiordo dalla forma simile a quella di un serpente, con ai lati due muraglie calcaree a proteggerla, talvolta, da forti mareggiate. Tradotto dalla lingua sarda all’italiano “Portu Cuau” significa Porto Nascosto e chissà, forse in passato, qualcuno ha sfruttato questa posizione strategica per difendersi dalle incursioni provenienti dal mare. Molto facile da raggiungere via mare, grazie all’ausilio di piccole imbarcazioni o, per i più sportivi, in Kayak che, viste le dimensioni, riescono ad incanalarsi all’interno di questo “mini” porto naturale. Più impegnativa si presenta l’impresa se decidi di raggiungere “Portu Cuau” a piedi partendo, ad esempio, dal supramonte di Baunei. Una volta raggiunto “Su Idile”, località che trovi superanti i tornanti che ti conducono all’altopiano di Baunei, percorri altri circa 6 km, dopo di ché dovrai seguire i cartelli che indicano il nuraghe “Coe Serra”, molto bello sia per la posizione panoramica che occupa sia per la struttura architettonica che lo contraddistingue.

Ad attenderti un vecchio sentiero sterrato, tracciato dai carbonai toscani nei primi del ‘900, impreziosito da una rigogliosa e verde macchia mediterranea che, assieme a qualche docile capra e maestosa aquila reale, saranno dolci compagni di viaggio alla volta di “Portu Cuau” prima e di “Portu Pedrosu” poi. Non solo corbezzolo e ginepro a gratificare le tue vedute, ma anche pareti strapiombanti e archi di roccia che, quasi come delle porte, aprono il vostro sguardo a un’altra dimensione in cui la natura si mantiene ancora inalterata e dove il tempo scorre nel silenzio più assoluto interro a tratti solo dal cigolio degli uccelli o dal grugnire di qualche cinghiale.

Se poi sei un amante del vero trekking allora devi sapere che Portu Cuau è inserito nelle tappe di uno dei trekking in assoluto tra i più belli d’Italia: il Selvaggio Blu. Le guide locali sapranno riempire le tue giornate conducendoti in paesaggi dove la presenza umana è testimoniata qua e la solamente dalla presenza di ovili destinati in passato alla pastorizia oggi diventati attrazione turistica. Non dimenticare di portare con te una macchina fotografica per immortalare quanto di più selvaggio quest’angolo dell’Ogliastra ti riserva.

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